Es hora de la siesta

Es hora de la siesta

“… lui si è tolto gli zoccoli e se ne sta con le mani dietro la testa e il cappello calato sopra gli occhi, come volesse non perdersi nulla dell’intensità del cielo e respirare quell’aria impregnata di sole”

Chi non vorrebbe vivere un momento così ora? In cui godere della pace di un caldo pomeriggio estivo, in cui riempirsi le orecchie dell’assordante rumore delle cicale, in cui non fare nulla ma semplicemente dormire. Dormire rilassati su una sdraio, con le gambe tese, investiti della pienezza della luce delle 15 e cullati da una leggera brezza mediterranea…

C’è una sedia, che più di altre, evoca tutto questo, in cui non si riesce a non sedersi senza chiudere gli occhi e a farsi trasportare altrove, sopraffatti da un’irrefrenabile voglia di pisolino. E’ la famosa Butterfly chair.

Il 6 marzo 1940, nella pubblicazione statunitense Retailing Daily apparve per la prima volta una sua fotografia, descritta proprio come una “nuova poltrona argentina appena inventata … una sedia per la siesta”.

La sedia a farfalla, nota anche come sedia BKF (dai suoi creatori Bonet-Kurchan-Ferrari Hardoy, membri dell’associazione Grupo Austral e collaboratori dello studio Le Corbusier) nasce a Buonos Aires nel 1938.

Dal progetto tutt’altro che originale (interpretazione dell’antecedente sedia Tripolina), la BKF è una di quelle soluzioni di design che sembrano sfuggire al peso degli anni. Un grande classico intramontabile, che stupisce per la sua sconcertante attualità.

Spot Marazzi 2018

Impilabile, con la seduta sospesa e trattenuta mediante quattro grandi tasche inserite nella struttura in tubolare d’acciaio verniciato, la poltrona Butterfly è un vero manifesto del progetto modernista: soluzione del famoso teorema progettualità-comodità-funzionalità. Insomma, un vero e proprio simbolo per il design e che diventa da subito un fenomeno di moda, tanto da essere esposta addirittura in una collezione permanente del MoMa.

La Hardoy (secondo il nome del designer a cui si deve la primaria paternità) venne prodotta inizialmente dalla statunitense Artek-Pascoe e poi da Knoll, ma oggi è replicata da molte aziende e acquistabile anche nelle grandi catene di arredamento  per la casa. Ormai è pensata e realizzata in tutte le salse: marrone, bianca, nera, in pelle, cotone o macramè. Unico comun denominatore? L’estrema comodità!

Certo, i puristi proveranno orrore alla vista della versione completamente rivestita in pelliccia (come biasimarli?!), ma quanto sono disposti a spendere per un pezzo vintage??

Butterfly chair, versione di Fritz Haller, pezzo vintage datato tra il 1960 ed il 1969. Prezzo: 822€.
BKF di Ferrari Hardoy, pezzo vintage datato tra il 1920 ed il 1949. Prezzo: 1.200,00€.

Per la sua linea pulita ed accattivante, facilmente riconoscibile, elegante ma cosy al tempo stesso, la BKF può essere scelta per il living, per la camera da letto, per lo studio ed è perfetta anche per l’outdoor!

La Butterfly chair è quell’elemento di design che si fa notare, che non passerà mai di moda, ma che anzi regala una bellezza ed un fascino senza tempo a qualsiasi tipo di ambiente (… e che farà sempre venir voglia di un riposino!).

Residenza ad Ibiza, designer: Daniel Romualdez. Sedie Butterfly recuperate ad Antibes.

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